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Pizza napoletana STG: il disciplinare spiegato, con la ricetta da 8 ore

Il disciplinare della pizza napoletana STG spiegato: dosi per litro d’acqua, 8 ore di lievitazione, stesura e cottura, con la ricetta per 4 panetti.

7 minuti

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Pizza classica napoletana secondo disciplinare 8 ore lievitazione

Il disciplinare della pizza napoletana è il documento che dice come si fa la Pizza Napoletana STG: quali ingredienti, quanto lievito per ogni litro d’acqua, quante ore di lievitazione, quanto sottile la stesura e a che temperatura si cuoce. Qui trovi le regole spiegate una per una e una ricetta per 4 panetti con le stesse proporzioni, da fare anche a casa.

La pizza napoletana è Specialità Tradizionale Garantita (STG) dell’Unione Europea dal 5 febbraio 2010 (Reg. UE 97/2010). Dal 2022 il nome è riservato (Reg. UE 2022/2313): in pizzeria si può chiamare così solo una pizza fatta secondo il disciplinare. Nel 2017 l’arte del pizzaiuolo napoletano è entrata nel patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

In breve

Idratazione56 %

Lievitazione8 h

Temperatura25 °C

DifficoltàMedia

Cosa dice il disciplinare, fase per fase

Il testo ufficiale è nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9 marzo 2010. Questi sono i numeri che contano.

FaseRegola STG
IngredientiFarina di grano tenero, lievito di birra, acqua potabile, sale marino o da cucina, pomodori pelati e/o pomodorini freschi, olio extravergine di oliva. In più: aglio, origano, basilico fresco, Mozzarella di Bufala Campana DOP o Mozzarella STG.
FarinaW 220-380, P/L 0,50-0,70, proteine 11-12,5%.
DosiPer 1 litro d’acqua: 50-55 g di sale, 3 g di lievito di birra, 1800 g di farina (circa il 56% di idratazione).
ImpastoNell’acqua si scioglie il sale, poi si aggiunge il 10% della farina e il lievito; il resto della farina entra poco alla volta in 10 minuti, fino al punto di pasta. Poi 20 minuti a bassa velocità, senza scaldare l’impasto.
Lievitazione2 ore in massa sul banco, coperto da un panno umido (puntata). Poi i panetti riposano 4-6 ore in cassetta a temperatura ambiente (appretto) e vanno usati entro le 6 ore successive. Temperatura di fermentazione: 25 °C.
PanettiDa 180 a 250 g, formati solo a mano (staglio).
StesuraSolo a mano, dal centro verso l’esterno. Centro spesso al massimo 0,4 cm (tolleranza 10%), cornicione di 1-2 cm, diametro fino a 35 cm. Vietati mattarello e pressa.
Marinara70-100 g di pelati frantumati, sale, origano, aglio a fettine, 4-5 g di olio.
Margherita60-80 g di pelati frantumati e/o pomodorini freschi, sale, 80-100 g di Mozzarella di Bufala Campana DOP o Mozzarella STG a listelli, basilico, 4-5 g di olio.
CotturaSolo in forno a legna: platea a circa 485 °C, volta a circa 430 °C, per 60-90 secondi.
RisultatoPizza morbida, elastica, che si piega a libretto. Non si congela, non si surgela e non si mette sottovuoto.

Disciplinare STG e regole AVPN: non sono la stessa cosa

Molte ricette “secondo disciplinare” in rete seguono in realtà il regolamento dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), un’associazione privata. È più permissivo dell’STG: ammette lievitazioni da 8 a 24 ore, il lievito madre e una parte di farina tipo 1. Se trovi idratazioni al 60-70% o un giorno intero di maturazione, quella non è la ricetta STG. Questa pagina segue solo il disciplinare STG.

La ricetta

Dosi: 4 pizze · Preparazione: 30 min · Cottura: 2 min · Lievitazione: 8 h · Totale: 8 h 32 min

Attrezzatura

  • Planetaria o ciotola, se impasti a mano
  • Bilancia di precisione (0,1 g) per il lievito
  • Spatola e cassetta con coperchio per i panetti
  • Forno a legna (per la cottura STG)

Ingredienti

Per 4 panetti da 250 g (percentuali sul peso della farina):

  • 630 g di farina di grano tenero 00, W 220-380 (100%)
  • 350 g di acqua (56%)
  • 18 g di sale (2,9%)
  • 1 g di lievito di birra fresco (0,16%)

Sono le dosi STG per 1 litro d’acqua (1800 g di farina, 50 g di sale, 3 g di lievito) ridotte a 4 panetti. Apri il Calcolapizza con queste dosi e cambia il numero di pizze.

Procedimento

  1. Ore 9: impasto. Versa l’acqua nella planetaria e scioglici il sale. Aggiungi 63 g di farina (il 10%), poi il lievito sciolto in un po’ d’acqua della ricetta.
  2. Avvia a bassa velocità e aggiungi il resto della farina poco alla volta, in circa 10 minuti, fino al punto di pasta: l’impasto si stacca dalla ciotola e non è più appiccicoso.
  3. Impasta ancora 20 minuti a bassa velocità, finché ottieni una massa unica, liscia ed elastica. A mano serve più tempo: impasta fino allo stesso risultato. L’impasto non deve scaldarsi: per farlo uscire intorno a 25 °C calcola la temperatura dell’acqua.
  4. Ore 9:30: puntata. Lascia l’impasto sul piano di lavoro per 2 ore, coperto da un panno umido perché la superficie non secchi.
  5. Ore 11:30: staglio. Taglia l’impasto con la spatola in 4 pezzi da 250 g e chiudili a mano in panetti. Mettili in cassetta, chiudi e lascia lievitare a temperatura ambiente per 6 ore (appretto).
  6. Ore 17:30: stesura. Togli un panetto con la spatola e mettilo su un velo di farina. Premi con le dita dal centro verso l’esterno, girandolo più volte, fino a un disco sottile al centro (0,4 cm al massimo) con il cornicione di 1-2 cm. Niente mattarello.
  7. Condisci come Margherita: 60-80 g di pelati frantumati a mano, un pizzico di sale, 80-100 g di mozzarella a listelli, qualche foglia di basilico e 4-5 g di olio extravergine a spirale dal centro.
  8. Cuoci nel forno a legna a circa 485 °C per 60-90 secondi, girando la pizza verso il fuoco perché cuocia uniforme su tutto il bordo.
Pizza Margherita fatta con le dosi del disciplinare STG, appena sfornata, con il cornicione maculato
Margherita con le dosi del disciplinare: cornicione gonfio e maculato, centro sottile.

Consiglio pratico. Se la bilancia non pesa 1 g preciso, sciogli 3 g di lievito in 99 g dell’acqua della ricetta e usane 33 g: dentro c’è 1 g di lievito. Il resto dell’acqua lo aggiungi come sempre.

Nel forno di casa

Il forno di casa non arriva a 485 °C, quindi la pizza viene buona ma non è STG: cuoce più a lungo e il cornicione cresce meno. Per una pizza pensata per il forno di casa segui la Margherita napoletana passo passo; per un impasto da 8 ore più facile da stendere, la pizza con 8 ore di lievitazione e autolisi.

Errori comuni

  • Troppo lievito. I 3 g del disciplinare sono per litro d’acqua, cioè per quasi 3 kg di impasto, non per panetto. Con 3 g per panetto l’impasto è pronto in poche ore e sa di lievito.
  • Impasto caldo. Se esce dall’impastatrice sopra i 25 °C, in 8 ore lievita troppo e si sfalda in stesura. Regola la temperatura dell’acqua, soprattutto d’estate.
  • Stendere col mattarello. Schiaccia l’aria verso il bordo e il cornicione non cresce. Il disciplinare lo vieta: si stende solo con le dita.
  • Troppa farina sul banco. Ne basta un velo: quella in più resta sul fondo e brucia in cottura.
  • Panetti usati troppo tardi. Dopo l’appretto hai al massimo 6 ore: oltre, l’impasto perde forza e la pizza si strappa.

Per la storia e gli ingredienti della pizza napoletana leggi la guida alla pizza napoletana. Per la pizza in teglia c’è la teglia interminidipizza.

Cosa è cambiato. Ottobre 2026: dosi e tempi riportati alle regole STG (prima la ricetta mescolava STG e AVPN), aggiunte la tabella del disciplinare e gli errori comuni.

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Inserisci panetti e tempi, ottieni le dosi al grammo.

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